Tumore del polmone, all’Aou di Sassari diagnostica avanzata e medicina di precisione: successo per il corso nazionale sull’EBUS* *Live session in sala endoscopica, casi clinici reali e confronto multidisciplinare per ottimizzare la stadiazione del carcinoma polmonare non a piccole cellule* Sassari, 3 giugno 2026 – Diagnosi sempre più precise, terapie mirate e approccio multidisciplinare integrato. Sono questi gli elementi emersi dal corso *“Ottimizzazione del prelievo bioptico e gestione integrata del NSCLC”*, che si è svolto nei giorni scorsi all’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, organizzato *Carlo Putzu* e *Giovanni Maria Fadda*, oncologi dell’Oncologia medica del Santissima Annunziata e che ha riunito specialisti provenienti da diversi ambiti per approfondire il ruolo dell’EBUS nella gestione del tumore del polmone. Al centro dell’iniziativa, ospitata nella sala riunioni del 7° piano dell’ospedale Santissima Annunziata, *le più moderne tecniche di ecoendoscopia bronchiale* e la loro applicazione nella diagnosi e nella stadiazione del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), che rappresenta circa l’85-90% di tutte le neoplasie polmonari. Particolarmente significativa la *sessione live svolta in sala endoscopica* nel blocco operatorio di viale san Pietro, durante la quale gli specialisti hanno eseguito procedure diagnostiche su quattro pazienti selezionati con differenti quadri clinici: tre casi con sospetto tumore del polmone e un caso di stenosi tracheale legata a un’altra patologia. Le procedure sono state trasmesse in diretta ai partecipanti del corso, consentendo un confronto immediato sulle *tecniche di stadiazione mediastinica e sull’approccio terapeutico più appropriato.* «Abbiamo eseguito una stadiazione mediastinica sistematica completa – spiega *Alessandro Fois*, direttore della struttura Semplice Dipartimentale di Endoscopia bronchiale interventistica dell’Aou di Sassari e professore ordinario di Malattie dell'Apparato Respiratorio all’Università di Sassari, – che consente di verificare se il tumore ha interessato le stazioni linfonodali del mediastino. È un passaggio imprescindibile, perché in base all’estensione della malattia cambia completamente il percorso terapeutico del paziente: nei primi stadi si può ricorrere alla chirurgia, nei quadri più avanzati si valutano immunoterapia, radioterapia o trattamenti integrati». *L’EBUS*, acronimo di *Endobronchial Ultrasound*, è una metodica diagnostica avanzata e minimamente invasiva che utilizza una sonda ecografica miniaturizzata introdotta nelle vie aeree per visualizzare linfonodi e strutture mediastiniche e consentire prelievi mirati ad altissima precisione. «Oggi questa tecnologia è diventata imprescindibile nella gestione del tumore del polmone – aggiunge *Fois* – perché permette una precisione diagnostica elevatissima e consente di ottenere campioni adeguati per la profilazione molecolare e genetica del tumore. Questo significa poter individuare i bersagli terapeutici specifici e offrire al paziente cure personalizzate e molto meno invasive rispetto al passato». All’Aou di Sassari la metodica è utilizzata da oltre dieci anni ed è stata progressivamente implementata con *tecnologie sempre più avanzate*, comprese le mini-sonde ecografiche per l’analisi delle lesioni polmonari periferiche di pochi millimetri. «Oggi non si parla più soltanto di diagnosi istologica – sottolinea *Fois* – ma anche di caratterizzazione genetica e recettoriale del tumore. Questo ha rivoluzionato completamente la prognosi dei pazienti. Se fino a poco più di dieci anni fa il tumore del polmone non operabile aveva una mortalità altissima già entro il primo anno, oggi anche nei pazienti con malattia avanzata si parla di anni di sopravvivenza grazie alle terapie target e all’immunoterapia». Il corso ha rappresentato anche un importante momento di confronto scientifico nazionale. Il professor *Alessandro Fois*, infatti, fa parte del gruppo interdisciplinare di specialisti che ha contribuito alla stesura delle linee guida italiane sulla stadiazione ecoendoscopica del tumore del polmone. «La standardizzazione della metodica e il lavoro multidisciplinare tra pneumologi interventisti, oncologi, anatomo-patologi e chirurghi toracici hanno cambiato radicalmente l’approccio al paziente con carcinoma polmonare – conclude *Fois* –. Oggi la medicina di precisione passa necessariamente attraverso una stadiazione accurata e una diagnostica avanzata di alta qualità». Anche la direttrice sanitaria dell’Aou di Sassari, *Lucia Anna Mameli*, ha sottolineato il valore dell’iniziativa formativa e dell’approccio multidisciplinare nella gestione delle patologie oncologiche polmonari. «Investire in tecnologie diagnostiche avanzate e nella formazione continua dei professionisti significa offrire ai pazienti percorsi di cura sempre più precisi, tempestivi e personalizzati. Il tumore del polmone richiede oggi una presa in carico integrata, nella quale competenze diverse lavorano insieme per migliorare diagnosi, prognosi e qualità di vita dei pazienti. L’Aou di Sassari continua a rafforzare il proprio ruolo di centro di riferimento regionale per l’innovazione clinica, la medicina di precisione e l’assistenza ad alta complessità».