*Acli: “Solidarietà alla comunità islamica”

*Acli: “Solidarietà alla comunità islamica” Difendere i luoghi di culto
significa difendere la convivenza democratica*

Le Acli esprimono piena solidarietà alla comunità islamica cittadina e
all’imam Mehrez Triki per il grave episodio che ha interessato la moschea
del quartiere Marina

Le ACLI esprimono profonda solidarietà alla comunità islamica di Cagliari e
all’imam *Mehrez Triki* per il grave episodio che ha colpito la moschea del
quartiere Marina.

Se sarà confermata la matrice dolosa dell’incendio, ci troveremmo di fronte
a un gesto che non colpisce soltanto un edificio, ma il principio
fondamentale della libertà religiosa, pilastro della nostra Costituzione e
della convivenza democratica.

Ogni luogo di culto – chiesa, moschea, sinagoga o tempio – rappresenta uno
spazio di pace, di incontro e di ricerca spirituale. Attaccare un luogo di
preghiera significa ferire l’intera comunità civile, alimentare la paura e
mettere in discussione quel diritto inviolabile di professare liberamente
la propria fede che la Repubblica è chiamata a garantire.

«*Non c'è nessuna giustificazione per atti come questo. La violenza contro
un luogo di culto, oltre ad essere un atto che mette a rischio l'incolumità
delle persone, è una bestemmia per chiunque abbia una fede – *dichiara *Mauro
Carta, presidente delle ACLI della Sardegna *–*. Il livello di violenza
verbale usato da certe frange politiche estreme è sempre più alto e dalle
parole è facile passare poi ai fatti: questo non contribuisce a rendere
migliori le nostre vite ma alimenta scontri e violenze. La costruzione di
comunità in cui vivono persone di varie fedi e varie culture è un processo
che va seguito, fomentare la violenza non servirà a nulla*».

«*È evidente che oggi, nella nostra società multiculturale, possano
esistere problemi, tensioni e difficoltà, anche legati alla gestione dei
flussi migratori e ai processi di integrazione – *dichiara *Giacomo Carta,
presidente delle ACLI provinciali di Cagliari* –*. Ma davanti alle paure e
alle incomprensioni la chiave per una convivenza serena è far prevalere il
dialogo, la responsabilità e il rapporto umano diretto tra le persone. Solo
conoscendosi, incontrandosi e parlando si può andare oltre la diffidenza e
costruire una convivenza più giusta e più serena per tutti. Se dovesse
essere confermata la natura dell’atto incendiario,* *quanto accaduto
rappresenterebbe un segnale allarmante, che non possiamo sottovalutare*».

«*In un tempo segnato da tensioni sociali, conflitti e crescenti fenomeni
di intolleranza, è necessario riaffermare con forza che la diversità
religiosa non è una minaccia ma una ricchezza* – sostiene *Gianluca
Mastrovito delegato delle Acli nazionali alle politiche immigrazione e
accoglienza* –. *La sicurezza delle comunità passa anche dal riconoscimento
e dalla tutela dei loro spazi di aggregazione e di culto*».

Colpiscono e incoraggiano le parole dell’imam Triki, che ha ricordato il
rapporto di fraternità costruito in quasi quarant’anni con il quartiere e
con i suoi abitanti. La solidarietà immediatamente manifestata dai
residenti dimostra che la convivenza è più forte dell’odio e che le
comunità locali possono essere il primo argine contro ogni forma di
discriminazione.

Le ACLI rinnovano il proprio impegno per il dialogo interreligioso, la
cultura dell’incontro e la difesa della libertà religiosa, convinte che una
società davvero inclusiva si costruisca riconoscendo dignità, diritti e
cittadinanza a tutte le persone e a tutte le comunità di fede.
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