IL COMUNE DI NUORO ALLA MARCIA DELLA PACE

IL COMUNE DI NUORO ALLA MARCIA DELLA PACE PERUGIA-ASSISI. LA DELEGAZIONE NUORESE DIMEZZATA  A CAUSA DELLA CANCELLAZIONE DEI VOLI

Il Comune di Nuoro ha partecipato alla “Marcia per la Pace Perugia-Assisi”, organizzata dal Coordinamento nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani e quest’anno dedicata alla memoria del fondatore di Emergency Gino Strada.

L’amministrazione era presente con una delegazione al femminile, formata da due agenti della polizia locale che portavano il gonfalone e dalle assessore Eleonora Angheleddu, Fausta Moroni, Rachele Piras e Valeria Romagna, che hanno marciato per promuovere il rispetto dei diritti umani, la solidarietà, la cooperazione internazionale e proteggere le persone più deboli e vulnerabili.

«Il Comune di Nuoro – affermano le assessore – ha voluto essere presente per affermare la difesa a oltranza dei diritti umani a qualsiasi latitudine. È stata un’occasione di partecipazione imperdibile e importante.  Ora più che mai è fondamentale una riflessione e un’azione in cui dobbiamo sentirci tutte impegnate per dare impulso fino in fondo a questi valori»

Al loro arrivo le assessore sono state accolte dai rappresentanti della Fasi, la  federazione delle associazioni sarde in Italia, e dal circolo dei sardi “Shardana” di Perugia. «Siamo state accolte calorosamente dalla Fasi e dal circolo Shardana, ai quali abbiamo portato il saluto dell’intera comunità nuorese». Alla marcia e alle iniziative correlate avrebbero dovuto  partecipare anche il gruppo folk “Nugoresas” e il gruppo musicale “Ballade ballade bois”, ma sabato non sono potuti partire dalla Sardegna per la mancanza di voli.

Unica nota stonata che in parte ha rovinato la partecipazione della delegazione nuorese all’importante manifestazione e che durante l’incontro con gli immigrati sardi ha portato al centro della discussione il problema della scarsità di collegamenti da e per l’Isola. «Abbiamo convenuto – dichiarano le assessore – che occorre una battaglia comune sul tema trasporti sia interni che esterni. Abbiamo invitato a Nuoro la Fasi e tutti i circoli dei sardi, che hanno condotto da sempre battaglie epiche sui trasporti per parlare del diritto alla mobilità. È una vergogna essere ancora ostaggi».

Di «situazione insostenibile» e di una «continuità territoriale spezzata» parla la presidente della Fasi Serafina Mascia. «Tra voli cancellati e bloccati – afferma – andare e tornare dall’isola agli aeroporti di Roma e Milano non è garantito, non è possibile prenotare voli per date successive al 15 ottobre. La continuità marittima è ferma, bandi di gara andati deserti o annullati, linee sospese. Nel momento di ripartenze dopo il Covid, la ripresa della Sardegna fa i conti con una continuità portata avanti con proroghe e provvedimenti di emergenza.

Tutti i sardi residenti e quelli fuori dall’isola, le associazioni e tutte le istituzioni a partire dai Comuni, devono reagire partendo dalla battaglia per l’inserimento del principio di insularità in Costituzione che stabilisca un accordo quadro per l’esercizio del diritto alla continuità territoriale».

«La Regione – dicono Angheleddu, Moroni, Piras e Romagna – deve trovare rimedio a questa situazione. Anche se ormai il “chi” lo debba fare interessa relativamente: sono decenni che il problema si ripropone. Diversi governi regionali e nazionali si sono succeduti senza mai arrivare a una soluzione definitiva. Quello che ora è importante è il “quando” e cioè subito, senza perdere altro tempo inutilmente. Così come è fondamentale il “come”, trovando un accordo che oltre alla convenienza economica per i viaggiatori garantisca loro anche un numero sufficiente di voli. Frequentemente, a causa dei pochi collegamenti, noi sardi siamo infatti costretti a impiegare tre giorni per impegni che richiederebbero una permanenza di poche ore oltre Tirreno.  E, soprattutto, è importante il “perché” si debba agire subito: perché chi si sposta da e per l’isola deve poter contare su trasporti aerei degni di questo nome e di potersi muovere al pari di tutti gli altri. Non si tratta di una concessione – concludono -, la continuità territoriale è un pieno diritto alla mobilità. Un diritto oggi sistematicamente violato».